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 Siete nella sezione: Si è scritto sui Bastoni da passeggio...Questi sono gli articoli contenuti.
Uomo, Memoria,Territorio, da Piemonte Parchi
Inviato da: BastoniAdmin di Domenica, 15 Ottobre 2006 - 06:16
Storiesuibastoni
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<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Albero meraviglioso e utilissimo, il castagno: non solo ci fornisce gustosi frutti e legno pregiato, ma anche i suoi rami risultano preziosi. Opportunamente scelti e lavorati, si trasformano in bastoni da passeggio e da escursioneSi tratta di una produzione artigianale diffusa in passato, che oggi vede ancora aziende in piena attività. Una di queste è la Fabrique de cannes B. Boursier a Entre deux Guiers, piccolo paese dell'Isère. Un'azienda familiare fondata nel 1898, che da sei generazioni produce bastoni. I sei addetti producono 60.000 pezzi all'anno, in diverse varianti: con il manico ricurvo, oppure diritti e con un laccio in cuoio, semplici o con scolpito un gufo reale, simbolo del Parc régional de la Chartreuse. La ditta Boursier è stata infatti la prima a ottenere il "marchio del parco" nel 1999. Difficile immaginare che un bastone di castagno richieda ben 32 fasi di fabbricazione, spesso realizzate ancor oggi con vecchi attrezzi, frutto dell'inventiva della dinastia Boursier.Un lavoro davvero artigianale, per un prodotto che non teme la concorrenza dei tecnologici bastoncini telescopici: camminare per antichi sentieri con un bastone in legno di castagno regala sensazioni d'altri tempi
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IL DANDY, Il Bastone da Passeggio
Inviato da: BastoniAdmin di Domenica, 15 Ottobre 2006 - 06:10
Storiesuibastoni
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Nota: <P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Jean Cocteau (1889 – 1963): per interi decenni figura emblematica del dandy negli anni Venti. Amico di tutti gli artisti della Parigi dell'epoca, da Derain a Picasso, da Matisse a Man Ray, seppe farsi ben presto un nome nell'ambiente della buona società accompagnando i ricchi borghesi a visitare gli atelier dei vari pittori, anche se questi ultimi non erano troppo d'accordo. Molto chiaccherata la sua relazione col giovanissimo Raymond Radiguet, scrittore in erba che Cocteau coltivava strenuamente dicendo d'aver scoperto un grande artista. Radiguet scrisse alcuni racconti, un romanzo ("Il diavolo in corpo"), e vendette alcuni suoi disegni, prima di morire tragicamente. Cinque anni dopo Cocteau, già oppiomane, dopo la morte di Raymond entrò in una clinica per disintossicarsi, e ci rimase per un lungo periodo, scrivendo "Oppio", sorta di diario in cui ritrova la condizione visionaria poetica che al tempo ispirò Rimbaud e Baudelaire; Cocteau non ama disintossicarsi dall'oppio, ma presto si convince del contrario capendo che anche la droga era diventata un dogma, una prigione dalla quale doveva uscire, in un modo o nell'altro; egli infatti stima l'oppio considerandolo, come Baudelaire, una sostanza che per le menti poetiche è mezzo d'astrazione dal tempo e dallo spazio, un meraviglioso modo per viaggiare nel proprio intelletto. Diceva: "Non sono un disintossicato fiero del suo sforzo. Mi vergogno di essere cacciato da un mondo davanti al quale la salute sembra ai brutti film in cui dei ministri inaugurano una statua"; e, a fine cura: "Guarito, mi sento voto, povero, scorato, malato, ondeggiato. Esco dopodomani dalla Clinica. Uscire dove?".<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> <P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Poeta, scrittore, pittore, regista cinematografico e teatrale, scrisse drammi e balletti, spesso musicati da Igor Stravinsky (1882-1971), o da qualcuno del 'Gruppo dei Sei', una associazione di sei giovani musicisti (Darius Milhaud, Georges Auric, Francis Poulenc, Arthur Honegger, Germaine Tailleferre, Louis Durey) in opposizione sopratutto alla musica espressionista, ispirati musicalmente da Eric Satie e poeticamente dallo stesso Cocteau, che scrisse anche il libro che viene tuttora guidicato il loro manifesto: "Il gallo e l'arlecchino".
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